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Prima visita ortodontica nei bambini

qual è l'età giusta e perché non bisogna aspettare

Molti genitori sono convinti che il momento giusto per portare il proprio figlio dall'ortodontista sia quando ha già cambiato tutti i denti da latte, intorno ai 12-14 anni. Questo è uno dei falsi miti più diffusi e pericolosi per la salute della bocca dei più piccoli.
Aspettare che la dentatura sia completa significa perdere una finestra temporale unica e irripetibile: quella in cui le ossa della bocca sono ancora malleabili e in crescita. Scopriamo insieme perché la prevenzione tempestiva fa la differenza e qual è l'età scientificamente raccomandata per il primo controllo.

Proteggi il sorriso di tuo figlio fin da piccolo

Una visita di controllo a 6 anni è un gesto d'amore che può risparmiare a tuo figlio percorsi lunghi e complessi da adulto. Nel nostro studio creiamo un ambiente sereno e giocoso, ideale per far vivere la prima visita ai bambini come un'esperienza divertente e senza alcuna paura.

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Qual è l’età ideale per la prima visita ortodontica?

La Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) e le linee guida internazionali raccomandano di effettuare la prima visita ortodontica intorno ai 6 anni di età.
A questa età, nella bocca del bambino sono generalmente presenti sia i denti da latte sia i primi denti permanenti (come i primi molari). Ma l’aspetto più importante è che lo specialista non si limiterà a guardare se i denti sono “dritti”, bensì valuterà la crescita e il rapporto tra le basi ossee: la mascella e la mandibola.

Nota del Dentista: Intervenire a 6 o 7 anni si chiama Ortodonzia Intercettiva. Il suo scopo non è allineare i denti esteticamente, ma “intercettare” e correggere i difetti di crescita delle ossa prima che sia troppo tardi.

Perché non bisogna aspettare? I rischi del ritardo

Quando il bambino completa lo sviluppo osseo (dopo la pubertà), le ossa mascellari si saldano definitivamente. Se si riscontra un problema di spazio o di masticazione a quel punto, correggerlo diventa molto più complesso, lungo e, in alcuni casi, richiede il ricorso all’estrazione di denti sani o alla chirurgia maxillo-facciale.

Agire precocemente, invece, permette di:
  • Guidare la crescita ossea: Se il palato è stretto, lo si può espandere in pochi mesi e senza dolore perché la sutura ossea centrale non si è ancora fusa.
  • Creare lo spazio necessario: Evita che i futuri denti permanenti rimangano bloccati nell’osso o nascano completamente storti.
  • Eliminare abitudini viziate: Correggere tempestivamente i danni causati dall’uso prolungato del ciuccio o dal succhiamento del pollice.
  • Migliorare la respirazione e la fonazione: Un palato stretto influisce negativamente sulla respirazione (provocando apnee notturne o respirazione orale) e sulla corretta pronuncia di alcune lettere.

I segnali d’allarme: quando anticipare la visita?

Ci sono alcuni comportamenti o caratteristiche fisiche che dovrebbero spingere un genitore a prenotare un controllo anche prima dei 6 anni.
Ecco una tabella pratica per orientarsi:
Cosa osservare nel bambino Possibile causa clinica Cosa rischia se si aspetta
Denti superiori molto in avanti (“a coniglietto”) Mandibola pigra o uso prolungato del ciuccio Maggiore rischio di traumi e rottura dei denti in caso di caduta
I denti sotto coprono quelli sopra (morso inverso) Crescita eccessiva della mandibola (progenismo) Asimmetria facciale permanente e necessità di chirurgia da adulto
Dorme a bocca aperta e russa la notte Palato ogivale (stretto) e respirazione orale Sviluppo di una “faccia allungata”, stanchezza diurna e palato stretto
Difficoltà a masticare cibi duri o rumori alla mandibola Malocclusione o deviazione della chiusura Problemi posturali, dolori cervicali e usura asimmetrica dei denti

Domande Frequenti sulla prima visita dei bambini

Non è matematico, ma c’è un’alta probabilità. Soprattutto, se i denti da latte sono affollati, significa che manca spazio sull’osso. Poiché i denti permanenti sono molto più grandi di quelli da latte, lo spazio non basterà e cresceranno sicuramente storti se non si interviene allargando le basi ossee.

No. I dispositivi utilizzati nell’ortodonzia intercettiva (come gli espansori del palato) sfruttano la naturale crescita del bambino. Applicano forze leggere e costanti. Il bambino avverte una sensazione di novità o leggera pressione per i primi 2-3 giorni, dopodiché si abitua totalmente senza lamentare dolore.

In genere sono trattamenti brevi, che durano dai 9 ai 12 mesi. L’obiettivo è risolvere il problema osseo principale. Una volta riallineate le basi ossee, il trattamento si interrompe e si monitora la crescita naturale del bambino, valutando solo in adolescenza se sarà necessario un breve passaggio estetico con mascherine trasparenti o bracket.

L’inserimento degli impianti viene eseguito in anestesia locale e, grazie alle tecniche moderne, è in genere ben tollerato e percepito come poco doloroso; il fastidio post‑operatorio è di solito lieve e gestibile con i comuni antidolorifici prescritti dal dentista.

Con una buona igiene orale, controlli regolari e manutenzione adeguata, una protesi su impianti può durare molti anni; gli impianti ben integrati possono rimanere stabili a lungo, mentre la parte protesica può richiedere nel tempo piccoli aggiustamenti o sostituzioni per usura.

Sì, è importante mantenere una pulizia accurata sia della protesi sia delle zone attorno agli impianti, utilizzando spazzolino, scovolini e, quando indicato, prodotti specifici consigliati dal dentista; sono fondamentali anche le sedute di igiene professionale e i controlli periodici per monitorare gengive, osso e stato della protesi.